Accontentarsi.

Una bottiglietta d’acqua.
Prego,eccola.
La bottiglietta è grande,io ho sete da morire,e sono ben felice di quei 75 c.l. che mi aspettano.
Però,però,è sigillata.
Non riesco ad aprirla,mannaggia,non ho le unghie,lo sapevo che prima o poi dovevo smettere di mangiarmi le unghie.
Uso il coltellino di plastica nero che mi hanno dato per tagliare la fetta di pizza che equivale alla mia cena.
Niente,non si apre. Uso la chiave,rovisto nella borsa,eccole,le mie chiavi di casa,mannaggia,sono troppo grosse…
una penna,la punta di una penna,esco tutto dalla valigia,trovo il porta colori,esco la penna: niente,non si apre,troppo grossa la punta. Questo sigillo è incredibile. Proviamo con la forza delle mani,magari girando il tappo riesco a rompere la parte sigillata,niente,non funziona nemmeno cosi. Solo che ho tutte le mani unte di olio di pizza che equivale sempre alla mia cena,adesso le mani scivolano sul tappo e la parte di sigillo del tappo è pure unta. Impossibile aprire la bottiglietta. Continuo ad avere sete. Chiedo alla signorina del bar se me la apre lei? Ma è unta. Vabbè,la pulisco con un tovagliolo di carta. Niente,sempre unta,quanto olio c’è nella pizza? Ho sete,il tappo non si apre,ok,facciamo cosi,la butto. Poi entro subito,passo i controlli e compro un’altra bottiglia d’acqua al bar dei gates. Esco,a malincuore,e la bocca asciutta,la butto,intera,bottiglietta mai aperta che finisce nel cestino. Entro,trovo il bar,di nuovo le maledette bottigliette sigillate. Mannaggia. Ok,vada per la frizzante,che ha un tappo normale. 1.50 euri,e mille bollicine.
Non pensavo fosse cosi frizzante. Ma ok,ho sete,e me la bevo tutta. La prossima volta potrei imparare ad aprire quella sigillata cosi evito tutto quel gas prima di salire sull’aereo. Ma imparare significa smettere di mangiarmi le unghie,aspettare che crescano,oppure significa non vergognarmi a chiedere alla signorina che da sola non ce la faccio,o fare più forza con le mani affinchè si apra. …Troppo complicato,è cosi comodo scegliere qualcos’altro.
Magari accontentarmi dell’acqua frizzante,ma bere.

Appunti volanti è il nome che ho dato al mio blog anni fa.
Volanti,si,ma a volte anche se non…volano,li prendo sempre al…volo,e scappano.
Odio prendere appunti nelle mie…osservazioni della fauna e flora umana aereoportuali e poi… non capire quello che ho scritto o non ricordare a cosa mi riferivo. Appunti persi,mannaggia.
Ma secondo voi
Nonn
Hand express
Ner
Testa avanti
Bamb

che significavano?

C’erano tanti bei cagnoni agli arrivi.
Peccato fossero anti-droga!
L’apparenza inganna.

Si può. All’aereoporto di Bari si può.
Ma tacchi 18 cm si può,per correre su e giu dall’aereoporto? No,non si può.

…Ho pensato che se quella turbolenza cosi violenta,come mai ne avevo sentite prima,non avesse smesso entro 5 secondi,sarei entrata nel panico totale.
Ma la turbolenza ha cessato di…turbarmi. Le turbolenze,finiscono sempre. Altrimenti non sarebbero turbolenze.

Atterro presto,ore 18.45.
Voglio prendere una barretta di cioccolato al volo.
Milka al cioccolato bianco,80 centesimi,hmm..non la mangio da una vita.
Me la pregustavo perfettamente nella mente mentre inserivo prima i 50 cents. e poi i 20 cents. e poi i 10 cents.
nella macchinetta.
Si,nella macchinetta ruba merendine.
La merendina scende,infilo la mano nello sportellone sotto,e.. anche la macchinetta aveva fame:
lo sportello la rimanda indietro. E io,come spesso accade,rimango a bocca asciutta.
E un piccolo desiderio non esaudito.

Di solito non ci si sta nelle cose più piccole di noi.
Ma i bimbi sanno fare di meglio.
Se sono troppo piccini,come quel fagottino rosso che c’era oggi sul volo per Bari,non ci stanno,in quel sedile cosi tanto più grande di loro che non li sa tenere,contenere,con sè.

In fila ai controlli,una signora bionda,pelliccia,occhiali neri,ben truccata,mi chiede se vado a Milano.
Rispondo di no.
Intanto un’anziana signora imbacuccata nel suo cappotto e nel suo cappello di lana,mi sorpassa.
La signora bionda la rimprovera: mamma,perchè superi?
Perchè ho paura di perdere l’aereo.
Le dico che può passare al di là del rischio di perdere l’aereo.
Mi aveva intenerito.
La sigonora bionda mi dice che sperava che andassi a Milano perchè mi voleva affidare sua madre durante il volo.
Giuro,che sarei andata a Milano.

Abbracciamoci.

una mamma abbraccia forte il figlioletto quando atterra.
una figlia abbraccia forte il padre quando atterra.
nulla di strano,se non fosse che in entrambi i casi,la mamma e la figlia erano anche mogli,e accanto al figlioletto e al papà,c’erano i mariti ad aspettarle con altrettanta,forse non del tutto ricambiata,felicità.


Ai controlli suona l’allarme. Una signora domanda cos’aveva indosso di ..sbagliato?
Nulla,la rassicura l’addetto ai controlli,ogni tanto sono allarmi campione.

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